Turbo Crowd https://www.turbocrowd.it/ Consulenza marketing per campagne crowdfunding Wed, 02 Apr 2025 09:08:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.2 https://www.turbocrowd.it/wp-content/uploads/2019/12/cropped-Logo-turbo-crowd-quadrato-1-32x32.png Turbo Crowd https://www.turbocrowd.it/ 32 32 Pitch per il crowdfunding: video e testi persuasivi e coinvolgenti https://www.turbocrowd.it/pitch-crowdfunding/ Fri, 28 Mar 2025 10:19:32 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9713 Come creare pitch per il crowdfunding in formato video o testo per diversi target di pubblico e attirare efficacemente l'attenzione.

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Una campagna di crowdfunding di successo è quella che riesce a persuadere il maggior numero di persone possibile a partecipare con il proprio capitale per investire nell’azienda offerente. Le strategie per farlo sono tante e rientrano in un piano di marketing e comunicazione ampio e strutturato. Fa parte di questo piano il pitch per il crowdfunding, una presentazione sintetica del progetto che ha la funzione di attrarre l’interesse dei potenziali investitori e convincerli della bontà della proposta di investimento in breve tempo.

Un pitch per il crowdfunding può avere forma testuale o video, meglio entrambi: la comunicazione per il crowdfunding deve essere multicanale e il messaggio deve essere trasmesso in tanti linguaggi diversi affinché metta radici nell’attenzione dei destinatari.

Sul web l’attenzione è una merce scarsa e preziosa: fare un pitch efficace è indispensabile per accaparrarsene una porzione. In questo articolo scopriamo come creare pitch per il crowdfunding in formato video o testo per diversi target di pubblico.

Cosa si intende per pitch e quanti tipi ne esistono

Un pitch è una presentazione sintetica e persuasiva di un progetto, pensata per attrarre l’interesse di un pubblico specifico in un tempo breve. Nel contesto del crowdfunding, è ciò che permette a chi guarda o legge di comprendere rapidamente la proposta di valore della tua azienda, perché dovrebbe credere e investire nel tuo progetto e perché farlo adesso e tramite il crowdfunding.

Esistono diversi tipi di pitch, a seconda del contesto e del canale utilizzato:

Elevator pitch: breve spiegazione orale o testuale (30-60 secondi) usata in situazioni informali o di networking. Il nome significa letteralmente “pitch da ascensore” ed evoca la situazione di una corsa in ascensore durante la quale illustrare in pochissime frasi un progetto al compagno del brevissimo viaggio.

Pitch deck: presentazione in slide (di solito in PowerPoint o PDF), ricca di dati e visual, spesso usata in incontri con investitori o webinar live.

Video pitch: presentazione video pensata per il web, da utilizzare sui social o su una landing page, ideale per creare connessione emotiva, fissarsi nella memoria del pubblico e ispirare fiducia.

Pitch testuale: versione scritta del messaggio, da usare in una landing page, nei materiali informativi o nelle email.

In una strategia di crowdfunding ben strutturata, questi diversi pitch non si escludono ma si integrano: ciascuno ha un ruolo preciso e un pubblico di riferimento. L’obiettivo è fornire messaggi coerenti ma adattati al mezzo e al target.

Il ruolo del pitch per il crowdfunding

Un pitch è l’essenza del progetto e del valore dell’azienda, condensata in pochi minuti o paragrafi, capace di informare, coinvolgere e persuadere insieme. Nel crowdfunding, il pitch è particolarmente importante perché di solito sostituisce il tradizionale incontro “faccia a faccia” con il potenziale investitore. Deve quindi riuscire a trasmettere credibilità, entusiasmo e concretezza a distanza, attraverso uno schermo.

Una buona prima impressione è fondamentale quando si tratta di chiedere soldi a qualcuno: il pitch è il biglietto da visita che si troverà in cima alla pagina dedicata alla campagna sulla piattaforma di crowdfunding, tra i contenuti in evidenza sui profili social dell’azienda, in primo piano nella landing page dell’azienda, all’interno delle newsletter e dei messaggi di email marketing.

Il target principale di una campagna di crowdfunding sono i clienti o potenziali tali dell’azienda, che sappiamo essere il migliore bacino di investitori. Il pitch per il crowdfunding, quindi, deve rivolgersi principalmente a loro. È possibile, però, che sia necessario presentare l’azienda e la campagna di crowdfunding ad altri stakeholder, magari di natura professionale, come partner, fornitori, distributori, e in alcuni casi anche a investitori istituzionali (sebbene sia raro nell’ambito della raccolta di capitale online). Per questo è utile preparare materiali differenti e saper adattare il contenuto di un pitch per il crowdfunding a diversi tipi di pubblico.

Ogni target ha un linguaggio, un livello di informazione e delle aspettative diverse. Investire tempo nella realizzazione di pitch differenziati – anche a partire dallo stesso script – può fare la differenza tra una campagna ignorata e una che converte.

I contenuti della presentazione

Ecco le informazioni essenziali da includere in un pitch per il crowdfunding, in ordine di priorità.

  1. Chi sei: breve descrizione dell’azienda e del team.
  2. Cosa offri: prodotto o servizio proposto, con focus sul valore per il cliente.
  3. Perché il crowdfunding: motivazione della scelta, obiettivo economico e vantaggi per i partecipanti.
  4. Perché ora: elementi che rendono il momento strategico.
  5. Come verranno usati i fondi: roadmap e trasparenza nell’allocazione delle risorse.

I primi 3 punti sono quelli che non possono mai mancare. Fondamentale, poi, in un pitch per il crowdfunding, è puntare più sullo storytelling che su troppi numeri nudi e crudi: se la storia è convincente, il pubblico andrà a leggersi i numeri in autonomia nel resto dei materiali. Una buona strategia è scegliere un dato particolarmente rilevante e immediatamente comprensibile su cui puntare la narrazione.

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Il pitch testuale per il crowdfunding

Un pitch testuale deve essere breve, logico e grammaticalmente impeccabile. Lo stile di scrittura deve essere improntato a un mix tra copywriting informativo e persuasivo.

Se è un semplice testo, si trova in posizione introduttiva sulla pagina della campagna sul portale di crowdfunding, nella landing page dell’azienda dedicata ai potenziali investitori e nelle email, quindi deve catturare subito l’attenzione e convincere l’interlocutore a proseguire la navigazione del contenuto. Meglio privilegiare frasi brevi e dalla struttura sintattica regolare. La lunghezza massima consigliata è di 3-5 righe.

Se è una presentazione in slide, si trova nel corpo della pagina della campagna sul portale di crowdfunding e della landing page, negli allegati di un’email, in un carosello sui social, quindi deve persuadere il lettore a scorrere le slide fino in fondo sin dalla prima frase. Bisogna evitare i muri di testo all’interno delle singole slide, privilegiando testi brevi e pochi elementi grafici chiari e distintivi. La lunghezza massima consigliata è di 4-5 slide, con un’accurata prioritizzazione delle informazioni secondo un modello bottom-up.

Come adattare il pitch testuale a diversi tipi di interlocutori?

  • Clienti e utenti finali: linguaggio accessibile, focus su benefici pratici e immediati, evidenziazione dell’esigenza cui risponde il prodotto/servizio e della facilità dell’operazione.
  • Fornitori, distributori, partner professionali, clienti B2B: enfasi su sinergie, opportunità di mercato, aspetti tecnici, vantaggi reciproci.
  • Investitori istituzionali: dati di mercato, strategia di crescita, risultati raggiunti, team.

Il pitch video per il crowdfunding

Un pitch video deve essere breve e di qualità.

La sua collocazione privilegiata è la pagina della campagna sulla piattaforma di crowdfunding, ma è utile anche inserirlo come benvenuto nella landing page e come contenuto in evidenza sulle pagine social.

La durata consigliata va da 1 a 3 minuti ed è intelligente strutturare il video in sezioni abbastanza definite, in modo da poterlo tagliare per utilizzarlo su canali diversi in frazioni, per esempio sui social media.

Per ottenere il massimo impatto nel minimo tempo con un pitch video per il crowdfunding occorre curare alcuni elementi chiave:

  • Alta qualità audio-visiva
  • Ritmo dinamico
  • Storytelling 
  • Coinvolgimento del founder o del team
  • Chiusura con call to action chiara.

Rispetto al testo, nel video c’è più spazio per puntare al coinvolgimento emotivo e gioca un ruolo fondamentale l’impressione di affidabilità data dalla qualità del materiale e dall’esposizione in prima persona del founder dell’azienda e/o di membri chiave del team.

Come adattare il pitch video a diversi tipi di interlocutori?

  • Clienti e utenti finali: esposizione del prodotto o servizio in uso, focus sui benefit che si intendono offrire, testimonianze.
  • Fornitori, distributori, partner professionali, clienti B2B: immagini di processo o produzione, focus su affidabilità e risultati, testimonianze.
  • Investitori istituzionali: dati di mercato, visione a lungo termine, focus sugli elementi di processo innovativi.

Gli strumenti per creare pitch efficaci

Per creare un pitch per il crowdfunding efficace, in grado di trasmettere professionalità e cura dei contenuti, occorre utilizzare gli strumenti giusti. Meglio evitare di improvvisare con soluzioni artigianali, per non dare l’impressione di sciatteria e impreparazione. Anche con un low budget è possibile creare contenuti di qualità: basta attenersi alla parola d’ordine della semplicità e non cercare di strafare.

L’intelligenza artificiale per il crowdfunding fornisce un grande supporto per la creazione o l’ottimizzazione di contenuti di ogni tipo, con strumenti alla portata di tutti.

Ecco alcuni software e strumenti di AI accessibili a tutti che possono aiutarti nella realizzazione di pitch testuali e video.

  • Canva: l’arcinoto software per la creazione di contenuti visivi, video e testuali dinamici, che offre anche template specifici per i pitch.
  • Notion: applicazione web per creare e organizzare blocchi di informazioni e costruire diverse versioni di un documento.
  • Jasper AI, strumento per scrivere testi persuasivi ottimizzati.
  • Pictory, convertitore di script in video.
  • Grammarly: software per correggere stile, grammatica e chiarezza di un testo.
  • Lumen5: software per convertire testi in video animati, utile per trasformare rapidamente una versione testuale del pitch in contenuto visivo.
  • InVideo: generatore di video gratuito sulla base di template professionali pensati proprio per pitch.
  • Audacity: software gratuito per la registrazione e l’editing audio, utile per creare voiceover puliti.
  • Davinci Resolve: software con versione base gratuita per il montaggio video.
  • After Effects: software per aggiungere animazioni, titoli e transizioni ai video.
  • Subly: software specializzato nella sottotitolazione automatica in diverse lingue.

Hai bisogno di supporto per preparare una campagna di crowdfunding di successo e cercare potenziali investitori per il tuo progetto?

Turbo Crowd può accompagnarti lungo tutto il processo, dall’organizzazione del precrowd fino alla chiusura della raccolta, sviluppando strategie di marketing efficaci e innovative per promuovere nel miglior modo possibile la tua campagna.

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Equity crowdfunding: guida completa per startup e PMI https://www.turbocrowd.it/equity-crowdfunding-guida-completa/ Thu, 27 Mar 2025 11:47:21 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9709 Una guida completa all’equity crowdfunding per startup e PMI che vogliono imparare a raccogliere capitale in modo autonomo e alternativo.

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L’equity crowdfunding è uno strumento di finanza alternativa che consente a startup e PMI di raccogliere capitale di rischio da un ampio pubblico di investitori senza quotarsi in Borsa e senza rivolgersi a fondi di investimento o business angel.

La raccolta di capitali in equity crowdfunding si svolge online e non richiede intermediari finanziari, bensì solo una piattaforma autorizzata che fornisca il portale dove accogliere i potenziali investitori e le infrastrutture per il pagamento. Questo modello di finanziamento non solo facilita e democratizza la raccolta di capitali, ma offre anche vantaggi strategici, perché funziona come uno strumento di marketing che porta visibilità all’azienda, allarga il suo network e favorisce la creazione di una community intorno al brand.

In questo articolo forniamo una guida completa all’equity crowdfunding per startup e PMI che vogliono imparare a raccogliere capitale in modo autonomo e alternativo.

Cos’è l’equity crowdfunding?

L’equity crowdfunding è una modalità di finanziamento collettivo in cui un’azienda raccoglie capitali offrendo in cambio quote societarie. Gli investitori, quindi, diventano soci dell’azienda

A differenza del reward crowdfunding, dove i sostenitori ricevono un prodotto o un servizio in cambio del loro contributo, o del lending crowdfunding, che prevede prestiti rimborsabili con interessi, l’equity crowdfunding consente agli investitori di acquisire una partecipazione diretta nell’azienda. 

Come vedremo, però, questo non significa che tutti gli investitori crowd avranno voce in capitolo sulle decisioni aziendali, perché una peculiarità dell’equity crowdfunding è proprio quella di consentire alla società di mantenere integra la governance aziendale nelle mani dei soci originari.

Origini e sviluppo del fenomeno

Il concetto di crowdfunding è nato secoli fa con il finanziamento collettivo di progetti creativi e di imprese commerciali, ma ha vissuto una rinascita a partire dagli anni Novanta del Novecento con la crescente domanda di strumenti finanziari alternativi. È così che si è evoluto fino a includere modelli più sofisticati come l’equity crowdfunding. 

In Italia, la regolamentazione dell’equity crowdfunding è stata introdotta nel 2013 dalla Consob, rendendo il nostro paese uno dei primi in Europa a disciplinare questo settore. A partire dal 2023 tutti gli Stati membri dell’Unione Europea condividono un regolamento comune sul crowdfunding, il regolamento ECSP.

Per approfondire le origini e lo sviluppo del fenomeno, puoi leggere il nostro articolo sulla storia del crowdfunding.

Come Funziona l’Equity Crowdfunding

Una startup o una PMI attraverso l’equity crowdfunding può vendere online pezzetti di azienda per ottenere capitali, ampliando la compagine sociale. Il modello di riferimento è quello della collocazione di azioni in Borsa o dell’ingresso di investitori istituzionali – come fondi di investimento o business angel – nel capitale sociale, con la differenza che l’equity crowdfunding è un processo accessibile più facilmente a tutte le aziende, molto più semplice e meno costoso e non implica la cessione di potere decisionale.

Scopriamo come funziona l’equity crowdfunding: una guida completa che analizza tutte le fasi del processo di raccolta di capitali online.

  1. Analisi e adempimenti preliminari

Per poter lanciare una campagna di equity crowdfunding, un’azienda deve rispettare alcuni requisiti e svolgere alcuni adempimenti burocratici. In particolare:

  • Inserire nello statuto aziendale la possibilità di raccogliere capitali in crowdfunding, se non già presente, con le relative clausole.
  • Aprire un aumento di capitale presso un notaio.
  • Redigere un documento d’offerta con tutte le informazioni rilevanti sull’operazione per gli investitori (in particolare obiettivo minimo e massimo di raccolta).
  • Preparare un business plan o inserire in quello esistente la prospettiva di una campagna di equity crowdfunding.
  • Fare una valutazione pre-money della società.
  • Preparare un budget per la campagna di crowdfunding.
  1. Scelta della piattaforma di crowdfunding e processo di selezione

L’azienda deve scegliere una piattaforma di equity crowdfunding autorizzata secondo il regolamento europeo dove lanciare la propria campagna. Può essere una piattaforma italiana, ma anche straniera, purchè abbia l’autorizzazione a operare con aziende italiane.

La scelta della piattaforma può dipendere da tanti fattori, come il settore economico di specializzazione, il tasso di successo delle campagne, le commissioni imposte, il supporto offerto.

L’ammissione a una determinata piattaforma, però, non è automatica: ogni startup o PMI che voglia lanciare una campagna di equity crowdfunding deve superare un processo di selezione. I parametri sottoposti a valutazione riguardano principalmente il potenziale della società, la credibilità del suo business plan, la struttura del team, il network di contatti, i processi marketing. 

Scopri con noi i consigli per superare la selezione delle piattaforme di crowdfunding.

  1. Fase di precrowd

La fase di preparazione della campagna di equity crowdfunding si può definire precrowd perché, affinché sia efficace, deve costruire e testare sul campo le strategie e i processi marketing e sales che costituiranno il cuore della campagna. Si parla anche di “pre marketing”. In questa fase, è fondamentale raggiungere già il target di pubblico di potenziali investitori e raccogliere manifestazioni di interesse all’investimento, in modo da costruire un seguito “caldo”, ingaggiato e pronto a partecipare alla campagna sin dai primi minuti dopo il lancio.

Questa fase può durare da qualche settimana a più di un mese e serve anche a stabilire con più precisione un obiettivo e un tempo di raccolta realistico (soglia minima e massima).

  1. La campagna di equity crowdfunding

Il giorno del lancio l’obiettivo è aprire la campagna e vedere subito il contatore salire, grazie ai sostenitori ingaggiati nel precrowd, in modo da innescare un effetto gregge. Durante tutta la campagna, le attività di Marketing devono proseguire secondo un calendario e processi ben definiti e devono essere supportate da attività Sales, finalizzate a prendere contatto direttamente con i potenziali investitori e condurli alla meta.

  1. Post-campagna

Se l’obiettivo minimo, detto anche soglia inscindibile, viene raggiunto o superato entro il termine prestabilito, la campagna si chiude con successo. Fino a questo momento, i capitali versati dagli investitori restano bloccati su un conto vincolato aperto appositamente dall’azienda. Dopo la registrazione degli investitori nella visura camerale dell’azienda, i fondi vengono sbloccati. La quota societaria detenuta da ogni investitore viene determinata sulla base del capitale versato, della valutazione pre-money dell’azienda e di quella post-money che risulta in seguito alla campagna di crowdfunding.

A questo punto è molto importante mantenere un rapporto trasparente con gli investitori, comunicando aggiornamenti regolari sull’andamento dell’azienda e sull’utilizzo dei capitali e coinvolgendoli in successivi progetti.

Vuoi approfondire direttamente con i nostri esperti di crowdfunding l’argomento di cui stai leggendo?

Turbo Crowd può rivelarti tutti i trucchi del mestiere del crowdfunding, illustrarti le opportunità di raccolta di capitali a tua disposizione e fornirti supporto pratico per realizzare una campagna di crowdfunding di successo.

Il ruolo della piattaforma di crowdfunding

Le piattaforme di equity crowdfunding fungono da intermediari tra le aziende e gli investitori. Il loro ruolo è cruciale, perché consentono alle raccolte di capitali di avvenire in modo trasparente, supportato, regolamentato e sicuro tanto per le aziende quanto per gli investitori. Per questo è fondamentale rivolgersi solo a piattaforme di equity crowdfunding autorizzate da Consob e Banca d’Italia in base al regolamento europeo ECSP.

La piattaforma di crowdfunding seleziona le aziende, le supporta nella creazione della pagina per la campagna e fornisce suggerimenti di marketing, cura gli aspetti tecnici dell’infrastruttura di pagamento per gli investimenti, monitora l’andamento della campagna e fornisce assistenza agli utenti. Dopo la chiusura della campagna, la piattaforma si occupa di verificare il corretto svolgimento degli adempimenti burocratici e lo sblocco dei fondi – che non detiene mai direttamente – e fornisce reportistica agli investitori sull’andamento dell’azienda. Ma il suo ruolo finisce qui.

È importante sottolineare che le piattaforme non si occupano direttamente del marketing delle singole campagne, ma si limitano a fornire supporto generico e a inviare newsletter al proprio database di utenti con informazioni su tutte le campagne in corso. Per legge, le piattaforme non possono fare marketing mirato per singole campagne né partecipare alle campagne: questi vincoli sono stati introdotti per evitare conflitti di interesse e garantire imparzialità nel processo di raccolta fondi. Il successo della raccolta di capitali, quindi, dipende dalla strategia di comunicazione per il crowdfunding adottata dall’azienda per raggiungere e persuadere i potenziali investitori.

Chi sono gli investitori in equity crowdfunding?

Nell’equity crowdfunding, l’investitore tipo non è un soggetto istituzionale né un investitore seriale in continua ricerca di nuove opportunità online. Al contrario, la stragrande maggioranza degli investitori crowd sono clienti, o potenziali clienti, delle stesse aziende che promuovono le campagne. Questo dato è confermato ogni anno dai numeri del report dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano: circa il 75% degli investitori partecipa solitamente a una sola campagna, e poco più dell’1% investe in dieci o più campagne​.

Questi dati suggeriscono che gli investitori non arrivano casualmente sulla piattaforma, ma sono già interessati al progetto prima ancora di incontrare la pagina della campagna online. E spesso quell’interesse nasce da un rapporto esistente, diretto o potenziale, con l’azienda promotrice.

Il cuore pulsante di una campagna di equity crowdfunding di successo è, quindi, costituito da chi già conosce e apprezza il prodotto o il servizio dell’azienda. Sono clienti attuali o potenziali, persone che hanno un interesse personale affinché l’azienda cresca e prosperi. 

Coinvolgere questo target offre numerosi vantaggi:

  • Si parte da un database di contatti già esistente.
  • La comunicazione è più semplice ed efficace, poiché l’interlocutore ha già familiarità con il brand o con il tipo di prodotto o servizio offerto o anche solo con l’esigenza cui si propone di rispondere.
  • Si ottiene un duplice risultato: acquisizione di investitori/clienti e fidelizzazione dei clienti.
  • Si genera un effetto passaparola organico.

Ma perché un cliente dovrebbe diventare anche investitore? Le ragioni non sono solo emotive. Il ritorno economico potenziale ha un ruolo, ma trattandosi di investimenti ad alto rischio e lunga maturazione, non è sufficiente. Ecco dove entrano in gioco i reward, premi immediati per chi partecipa alla campagna, che rendono l’investimento più appetibile e tangibile già nel breve termine. Approfondiremo questo elemento più avanti.

Vantaggi dell’equity crowdfunding per startup e PMI

L’equity crowdfunding offre alle startup e alle PMI un’opportunità concreta non solo per raccogliere capitali, ma anche per ottenere benefici strategici che vanno ben oltre l’aspetto finanziario. Per questo parliamo di “smart money”. 

Ecco tutti i vantaggi di fare una campagna di equity crowdfunding a regola d’arte.

  • Accesso a capitali alternativi: Il primo vantaggio, evidente e immediato, è la possibilità di accedere a fonti di capitale diverse da quelle tradizionali, come prestiti bancari o investimenti da parte di fondi.
  • Marketing integrato: Ogni campagna è, di fatto, una massiccia azione di visibilità, esposizione e narrazione aziendale su una molteplicità di canali di comunicazione. Mentre si raccoglie capitale si fa anche marketing, quindi è un’attività efficiente. In pratica, ogni euro speso per la campagna non è solo un investimento nella raccolta fondi, ma anche nel marketing dell’azienda stessa​. Rispetto alle normali attività di marketing dell’azienda, inoltre, il crowdfunding è unico e distintivo rispetto ai competitor, perché difficilmente è simile a qualcosa che anche altri stanno facendo nello stesso momento. Ecco perché anche imprese consolidate utilizzano il crowdfunding per rafforzare il proprio brand e posizionarsi in modo distintivo sul mercato​.
  • Fidelizzazione e acquisizione di clienti: Il crowdfunding permette di trasformare i clienti in investitori e viceversa. Chi acquista un prodotto e ne è soddisfatto sarà più propenso a sostenere l’azienda anche economicamente, e chi investe tenderà a diventare un cliente fedele. Questo duplice legame migliora la customer retention e amplia la base clienti.
  • Creazione di una community: Una campagna ben strutturata consente di creare una comunità di investitori e sostenitori direttamente coinvolti nelle attività dell’azienda. Il coinvolgimento diretto del target crea un gruppo di “ambasciatori” che non solo investono e acquistano, ma parlano del progetto, lo promuovono e lo difendono. Questo genera una base solida di sostegno per future campagne e iniziative.
  • Opportunità di networking: L’equity crowdfunding consente di raggiungere persone dotate di conoscenze, competenze e connessioni che possono tornare utili all’azienda nell’operatività del business e dare un’ulteriore supporto alla crescita oltre a quello economico.

Svantaggi e Rischi dell’Equity Crowdfunding

Conoscere i possibili svantaggi e i rischi dell’equity crowdfunding è fondamentale per evitarli e sapere come affrontare le sfide che si possono presentare alle startup e alle PMI che decidono di intraprendere questa attività.

  • Diluizione della proprietà: L’ingresso di nuovi soci comporta una riduzione della quota di partecipazione dei soci fondatori e degli investitori originari. Questo può incidere sul controllo decisionale e sull’equilibrio di governance se non vengono predisposte adeguate clausole statutarie​. Per questo abbiamo scritto un articolo sulle semplici accortezze per mantenere la governance con l’equity crowdfunding. La misura principale consiste nel differenziare le quote societarie in quote A con diritto di voto e quote B senza diritto di voto, destinate agli investitori crowd.
  • Aumento degli oneri amministrativi: L’azienda deve garantire trasparenza, comunicazioni periodiche e aggiornamenti agli investitori. Una gestione inadeguata può danneggiare la reputazione dell’impresa e creare malcontento tra i soci​.
  • Esposizione pubblica e rischio reputazionale: Lanciare una campagna implica rendere pubblici dati e strategie aziendali, con il rischio che possano essere sfruttati dalla concorrenza. Inoltre, un fallimento della campagna o una comunicazione inadeguata possono generare danni all’immagine aziendale​.
  • Impegno di risorse economiche e umane: Una campagna di equity crowdfunding non è un’attività marginale, che si possa condurre nei ritagli di tempo e a costo zero. Richiede l’impiego di un team di persone che dedichi dei momenti specifici solo a tale attività e ha dei costi da sostenere, come la spesa per l’advertising online e le commissioni per la piattaforma.

Strategie per una campagna di Equity Crowdfunding di Successo

Per massimizzare le probabilità di successo di una campagna di equity crowdfunding e per evitare i rischi descritti nel paragrafo precedente, ci sono alcune strategie imprescindibili da adottare.

  • Stabilire obiettivi realistici e ragionati
  • Definire accuratamente il target di clienti e potenziali tali
  • Fare un’adeguata fase di precrowd, durante la quale raccogliere manifestazioni di interesse per il 90% della soglia inscindibile (obiettivo minimo) della campagna
  • Predisporre un piano di comunicazione multicanale e utilizzare un software di CRM per costruire processi di marketing e sales puntuali ed efficaci
  • Proporre dei reward attrattivi, di valore per il target
  • Monitorare costantemente l’andamento delle attività e correggere dove necessario

Per approfondire la strategia per un equity crowdfunding di successo, ti rimandiamo agli articoli dedicati ai singoli punti nel nostro blog.

Ci soffermiamo qui sull’importanza dei reward. Una ricompensa immediata è una leva indispensabile per un investimento che prevede un ritorno economico non garantito e proiettato nel lungo periodo. Un reward efficace deve avere tre caratteristiche:

  1. Connessione diretta con il prodotto o servizio dell’azienda.
  2. Esclusività – deve essere accessibile solo attraverso la campagna (per es. un semplice sconto da solo non è sufficiente).
  3. Scadenza temporale – per generare urgenza e incentivare l’investimento precoce​.

La cosiddetta “matrice dei reward” prevede di offrire premi più generosi a chi manifesta interesse durante il precrowd e poi investe subito all’apertura della campagna, per poi scendere via via di livello per chi investe in seguito, fino ai reward meno succulenti per chi arriva nelle fasi finali.

Equity crowdfunding: guida alla normativa

L’equity crowdfunding è regolamentato in Italia da un sistema normativo che ha saputo anticipare le tendenze europee. Già dal 2013, infatti, la Consob ha introdotto specifiche normative per consentire alle startup innovative di raccogliere capitali tramite portali online autorizzati. Negli anni successivi, ha esteso l’opportunità anche alle PMI innovative e infine a tutte le srl di ogni tipo. Oggi, questo impianto normativo è stato integrato e potenziato dal nuovo Regolamento Europeo sul Crowdfunding (ECSP), entrato in vigore a novembre 2021 e pienamente operativo a partire da novembre 2023​.

La maggior parte delle norme riguarda in realtà le piattaforme, più che le società offerenti. Per queste ultime gli aspetti più importanti sono quelli relativi agli adempimenti burocratici, che abbiamo descritto in precedenza in questo articolo, al tetto massimo di raccolta di 5 milioni di euro in un anno e alle norme di sollecitazione del pubblico risparmio. 

Nelle attività di promozione della campagna di equity crowdfunding bisogna fare attenzione a rispettare le regole della sollecitazione all’investimento, disciplinata dagli articoli 94 e seguenti del TUF. Queste regole prevedono innanzitutto massima trasparenza sulle condizioni e sui rischi dell’investimento, ma anche il divieto di far promuovere direttamente la propria campagna di crowdfunding a soggetti terzi, come partner, influencer ecc. Per questo motivo esistono strategie come l’affiliate e il referral marketing.

L’implicazione più rilevante del regolamento europeo per il crowdfunding per startup e PMI è la possibilità di lanciare campagne di crowdfunding in qualsiasi Paese dell’Unione Europea su piattaforme autorizzate. È possibile, oggi, attrarre investitori stranieri senza barriere normative. Questa guida completa all’equity crowdfunding per startup e PMI è lo strumento di base per raccogliere capitali ovunque.

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Crowdfunding per aziende di prodotti https://www.turbocrowd.it/crowdfunding-prodotti/ Fri, 21 Mar 2025 15:24:36 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9690 Le startup e le PMI di prodotti possono trovare nel crowdfunding un potente alleato per il lancio di un nuovo prodotto.

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Le aziende che vendono prodotti fisici possono trovare nel crowdfunding un potente alleato per il lancio di un nuovo prodotto. Rispetto alle aziende che offrono servizi, quelle che propongono prodotti devono affrontare spesso costi iniziali elevati e importanti rischi d’investimento. 

Il crowdfunding è uno strumento potente in questo contesto perché consente di raccogliere i capitali necessari allo sviluppo del prodotto e contemporaneamente fare un test di mercato per validare l’idea di business, raccogliere feedback su un prototipo, costruire una base di clienti, tagliare i costi iniziali di implementazione dell’e-commerce e fare pubblicità.

Tra le diverse tipologie di crowdfunding, il reward crowdfunding è spesso la scelta più efficace per chi vuole finanziare un nuovo prodotto senza cedere quote aziendali senza contrarre debiti. Con questo modello, infatti, i sostenitori ricevono una ricompensa in cambio del loro supporto, ma non è prevista alcuna remunerazione economica.

In questo articolo scopriamo tutte le risorse del crowdfunding per le aziende di prodotti e come sfruttarle al meglio per un lancio di successo e per ottenere benefici a lungo termine sulla crescita del business. 

Quale tipologia di crowdfunding scegliere?

Il reward crowdfunding è la tipologia di raccolta specificamente pensata per le aziende di prodotti, ma esistono anche altre opzioni:

Equity crowdfunding: il modello di raccolta di capitali in cui gli investitori ricevono quote della società in cambio del loro contributo può essere adatto alle startup di prodotti ad alto tasso di tecnologia e con un potenziale di crescita molto elevato, supportato da dati di mercato, in possesso di un prototipo dell’oggetto e desiderose di allargare la compagine sociale per acquisire al suo interno investitori capaci di apportare competenze, conoscenze e contatti utili, oltre al capitale. Per agevolare la scelta del modello giusto, abbiamo scritto un articolo che mette a confronto equity crowdfunding e reward crowdfunding.

Lending crowdfunding: il modello di raccolta di capitali in cui gli investitori forniscono un prestito all’azienda e ricevono in cambio degli interessi sul capitale può essere adatto ad aziende di prodotti più mature rispetto a una startup, capaci di sostenere il debito, che hanno bisogno di liquidità per una finalità specifica relativa alla realizzazione o alla commercializzazione di un prodotto. Per esempio, l’acquisto di un macchinario per la produzione, l’apertura di uno stabilimento nuovo, l’apertura di un punto vendita.

Nella maggior parte delle altre situazioni, il reward crowdfunding è la prima modalità da prendere in considerazione. In questo modello, chi partecipa alla campagna di crowdfunding versa un contributo in cambio del quale riceve un reward, una ricompensa materiale o materiale+immateriale legata al prodotto proposto dall’azienda. Rispetto agli altri due modelli, in media si traduce in una raccolta di capitali di entità inferiore, ma offre molti altri vantaggi.

Perché il Reward Crowdfunding è la scelta migliore per un’azienda di prodotti?

Il reward crowdfunding offre numerosi vantaggi per le startup e PMI che producono o vendono prodotti fisici:

  • Raccolta di risorse economiche per sostenere lo sviluppo e la commercializzazione ufficiale del prodotto, senza contrarre debito, senza cedere quote dell’azienda e potere decisionale, e senza dover offrire garanzie.
  • Validazione di mercato: possibilità di testare l’interesse del pubblico prima del lancio effettivo sul mercato, riducendo il rischio imprenditoriale.
  • Raccolta di feedback dai sostenitori e dagli interessati al prodotto, con la possibilità di scoprire e migliorare eventuali punti di debolezza del prodotto prima della commercializzazione ufficiale e di scoprire i punti di forza da sottolineare nella comunicazione al pubblico.
  • Riduzione dei costi e dei rischi iniziali legati alla produzione e alla promozione di qualcosa di nuovo, arrivando sul mercato con un prodotto che il pubblico ha già apprezzato e almeno in parte finanziato.
  • Taglio dei costi per l’eventuale apertura di un e-commerce in una fase ancora incerta del business, perché le transazioni economiche avvengono sulla piattaforma di crowdfunding.
  • Utilizzo di uno strumento di marketing distintivo rispetto ai competitor.

Il reward crowdfunding permette di fare una prevendita di un prodotto evitando i costi di implementazione dell’infrastruttura digitale di un e-commerce e raccogliendo i capitali necessari per avviare la produzione effettiva e coprire le spese operative senza dover investire da zero in una linea di produzione e in una piattaforma di vendita online. Con una sola operazione e un unico investimento di risorse, inoltre, si realizza contemporaneamente l’attività di marketing per la promozione del prodotto.

Tutto questo con uno strumento online dalla regolamentazione molto più snella rispetto a quella di equity e lending crowdfunding. Va ricordato principalmente che il reward crowdfunding prevede la stessa imposizione fiscale di un e-commerce tradizionale e che l’azienda assume nei confronti dei sostenitori l’impegno a consegnare le ricompense.

Come creare una campagna di crowdfunding per prodotti efficace

Una campagna di crowdfunding per aziende di prodotti deve seguire le linee guida generali per un crowdfunding di successo e concentrarsi in modo particolare sullo sviluppo del prototipo e dei reward per i partecipanti alla raccolta. 

Il principale segreto per una campagna di crowdfunding di successo è una preparazione adeguata, pianificata per tempo e senza trascurare alcun dettaglio. Le aziende di prodotto che vogliono fare crowdfunding devono partire dal presupposto che la raccolta di capitali va considerata un’attività di business a tutti gli effetti e non un esperimento da portare avanti per tentativi nei ritagli di tempo. Infatti è un’attività che richiede risorse economiche, un team preparato, tempo dedicato in esclusiva, e che ha un impatto significativo sul futuro dell’azienda. Impatto positivo o negativo, a seconda dell’impegno profuso.

Gli step da seguire per lanciare una campagna di reward crowdfunding sono i seguenti:

  • Realizzare un business plan e una roadmap per il lancio del prodotto.
  • Definire il pubblico target.
  • Creare un prototipo per dimostrare la fattibilità e la funzionalità del prodotto.
  • Ideare ricompense attraenti per i potenziali sostenitori, differenziandole per livello di esclusività e consistenza.
  • Costruire un piano di comunicazione per il crowdfunding attraverso il quale raccontare una storia coinvolgente per spiegare perché il prodotto è unico e perché l’opportunità offerta dal crowdfunding è imperdibile.
  • Preparare materiali visivi di qualità e contenuti testuali persuasivi e informativi per i social media, la landing page e l’email marketing.
  • Iniziare la ricerca di sostegno prima del lancio della campagna, avviando le attività di marketing e prendendo contatto con gli interessati per assicurarsi una base di partecipazione sicura il giorno del lancio.
  • Proseguire con la strategia di marketing e sales impostata prima del lancio durante tutta la campagna, fornendo aggiornamenti costanti e interazioni coinvolgenti al pubblico.

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Il pubblico target ideale per un’azienda di prodotti

Il pubblico target ideale per una campagna di reward crowdfunding per prodotti comprende principalmente i clienti attuali e quelli potenziali dell’azienda. Queste persone, infatti, sono già interessate o potrebbero essere interessate al prodotto offerto e sono quindi le più propense a sostenere finanziariamente la campagna in cambio di un accesso anticipato, conveniente ed esclusivo al prodotto

Soprattutto per alcuni tipi di prodotti, come quelli tech o game o ad alto tasso di innovazione, innescare un “effetto fandom” intorno all’oggetto e al brand è l’obiettivo ideale per indurre il desiderio di possedere il prodotto il prima possibile e nella sua versione più esclusiva e di partecipare alla sua genesi, ma anche per stimolare il passaparola. Per farlo, occorre conoscere a fondo i bisogni che il prodotto va a soddisfare e le emozioni che è in grado di stimolare nei clienti e fare leva sulle caratteristiche distintive dell’oggetto in relazione a tali parametri.

In caso di imprese di prodotti B2B, la campagna di reward crowdfunding può puntare anche alla finalizzazione di accordi di fornitura privilegiati e partnership.

Il prototipo per una campagna di crowdfunding

Un elemento cruciale nella preparazione di una campagna di reward crowdfunding è la presentazione di un MVP (Minimum Viable Product). L’MVP rappresenta la versione più semplice e funzionale del prodotto che consente di attrarre clienti e raccogliere feedback dagli utenti con il minimo sforzo e investimento. 

Questo approccio vale anche per le campagne di equity crowdfunding. Permette di testare le ipotesi di business fondamentali e di apportare miglioramenti basati sulle reali esigenze del mercato, riducendo i rischi e i costi associati a un precoce sviluppo completo del prodotto. ​

Presentare un MVP durante la campagna comunica che il progetto è già in una fase avanzata, aumentando la credibilità agli occhi dei potenziali sostenitori e facilitando la dimostrazione del valore del prodotto e la raccolta dei capitali necessari per lo sviluppo completo.

I reward per il crowdfunding di un’azienda di prodotti

Creare ricompense efficaci e attraenti nel reward crowdfunding è fondamentale per condurre i potenziali sostenitori a contribuire al progetto. La scontistica può far parte della ricompensa ma non può essere l’unico elemento, perché non è un’opportunità unica: gli sconti ricorrono continuamente nella proposta delle aziende.

Ecco alcune caratteristiche chiave che definiscono reward efficaci.

  • Proporre ricompense esclusive e limitate: offrire versioni speciali del prodotto, edizioni limitate o personalizzate. 
  • Diversificare i livelli di ricompensa: strutturare diverse fasce di contributo con benefit crescenti permette di coinvolgere una gamma più ampia di sostenitori, adattandosi alle diverse capacità di spesa, e di stimolare una partecipazione più generosa.​ La diversificazione può essere correlata anche alla fase di partecipazione alla campagna, per cui chi contribuisce prima ottiene reward più consistenti.
  • Includere esperienze uniche: offrire opportunità come visite dietro le quinte della produzione, incontri con il team o partecipazione a eventi esclusivi per rafforzare il legame emotivo con il progetto.​
  • Raccogliere idee dal pubblico: un modo per coinvolgere attivamente gli utenti e creare reward di sicuro apprezzamento è quello di fare sondaggi e invitare a discussioni per raccogliere suggerimenti su possibili ricompense da offrire.

Implementando queste strategie, è possibile creare un sistema di ricompense che non solo attira sostenitori, ma li coinvolge attivamente nel successo del progetto.

Strategia di Marketing e Promozione

La strategia di marketing è uno degli elementi essenziali di una campagna di crowdfunding di successo. La promozione della campagna deve risultare coerente con le comunicazioni di marketing abituali dell’azienda, ma anche emergere con elementi distintivi per attirare l’attenzione.

I fattori chiave per costruire una buona strategia di marketing:

  • Definizione accurata del target e segmentazione per parametri funzionali
  • Scelta dei canali
  • Costruzione di una rete di comunicazione integrata tra i vari canali e metodi di contatto con gli utenti (social media, landing page, newsletter, email marketing, SEO, paid advertising, account based marketing ecc.)
  • Preparazione di materiali chiari, coerenti e di qualità
  • Utilizzo di software di CRM
  • Sperimentazione di tecniche di comunicazione diverse e analisi dei dati per migliorare e adattare continuamente la strategia.

Per le aziende di prodotti con qualsiasi tipologia di crowdfunding è importante veicolare le qualità del prodotto e dei reward creando materiali visivi di alta qualità efficaci e organizzando ove possibile eventi offline per mostrare il prototipo e accrescere la fiducia dei potenziali sostenitori, ma anche per ottenere visibilità mediatica.

Si possono sfruttare, inoltre, il referral e l’affiliate marketing facendo leva su altri prodotti proposti dall’azienda e sul passaparola dei clienti e di testimonial selezionati tra influencer o partner. Questo contribuisce, inoltre, a rafforzare il bacino di clienti e il network dell’azienda.

Da non dimenticare, infine, il principio del coinvolgimento “a cipolla”, che prevede di partire dai contatti più vicini all’imprenditore e all’azienda, ovvero amici e familiari, per espandersi via via verso gli strati più esterni, sfruttando la voce di supporto dei primi sostenitori per ottenere l’attenzione dei successivi.

L’importanza del Customer Relationship Management

Nell’ambito di una strategia di marketing e promozione efficace, l’adozione di un software di Customer Relationship Management (CRM) riveste un ruolo fondamentale. Il CRM è una tecnologia che consente alle aziende di gestire in modo centrale e automatizzato tutte le interazioni con i clienti acquisiti e potenziali su diversi canali, con l’obiettivo di migliorare le relazioni e favorire l’utilizzo dei dati per la crescita del business. ​

Nell’ambito di una campagna di crowdfunding, in particolare, il CRM è uno strumento indispensabile per la gestione dei lead: facilita le operazioni di acquisizione e organizzazione delle informazioni e trasformazione dei lead in sostenitori attraverso processi automatizzati e allo stesso tempo personalizzati in base al percorso dell’utente. ​

Anche al di fuori della campagna, i software di CRM consentono di risparmiare tempo, di evitare di perdere dei contatti, di incentivare l’acquisto ripetuto dei clienti e di mantenere una comunicazione costante con gli utenti del database.

Il Post-Campagna: cosa succede dopo?

Dopo il successo della campagna, è importante gestire correttamente la produzione e l’erogazione dei reward e dei prodotti e mantenere la relazione con i sostenitori. Questo significa:

  • Rispettare i tempi di erogazione dei reward e aggiornare regolarmente i sostenitori della campagna sullo stato di avanzamento dell’operazione.
  • Rispettare la road map di realizzazione del prodotto e aggiornare regolarmente i sostenitori sullo stato di avanzamento del progetto e sull’utilizzo dei capitali raccolti.
  • Stimolare il passaparola dei sostenitori e coinvolgerli nel percorso dell’azienda.
  • Pianificare la vendita post-campagna e il lancio ufficiale sul mercato.

Il rischio più grande per le startup e le PMI che fanno una campagna di reward crowdfunding per prodotti è quello di sottovalutare i costi e le procedure della realizzazione e distribuzione dei reward e del prodotto, deludendo le aspettative dei sostenitori e danneggiando la propria reputazione.

Quindi attenzione a fare un budget accurato e ad affidarsi a fornitori e distributori sicuri e professionali!

Piattaforme di reward crowdfunding ed esempi di successo

Le piattaforme più utilizzate per il reward crowdfunding sono Kickstarter e Indiegogo, ma in Italia spicca anche Produzioni dal Basso. Puoi consultare il nostro articolo sulle piattaforme di reward crowdfunding per approfondire come funzionano questi portali e scoprire le caratteristiche distintive dei più noti.

Per prendere ispirazione da chi ce l’ha fatta, invece, puoi leggere il nostro articolo con gli esempi di successo nel reward crowdfunding.
Non dimenticare, infine, che anche l’equity crowdfunding e il lending crowdfunding possono essere strumenti validi per startup o PMI di prodotti e che le varie tipologie di crowdfunding si possono integrare in una strategia di raccolta di capitali a medio-lungo termine.

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Crowdfunding per piccole imprese https://www.turbocrowd.it/crowdfunding-piccole-imprese/ Sat, 15 Mar 2025 16:49:54 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9685 Il crowdfunding per le piccole imprese si presenta come un’opzione alternativa per raccogliere capitali e costruire una strategia di finanziamento sostenibile.

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Le piccole imprese spesso incontrano difficoltà nell’accesso al credito tradizionale a causa di una combinazione di fattori strutturali e di mercato. Questo è uno dei motivi per cui, per esempio, l’economia italiana è fitta di aziende di ridotte dimensioni destinate a rimanere tali, accanto a ragioni di natura culturale. Il crowdfunding per le piccole imprese si presenta allora come un’opzione alternativa e più accessibile per raccogliere capitali e costruire una strategia di finanziamento sostenibile per la crescita. 

In questo articolo approfondiamo i benefici del crowdfunding per piccole imprese e scopriamo quali tipi di piccoli business possono sfruttarli al meglio, quali criticità bisogna conoscere e quali strategie adottare per raccogliere capitale con la finanza alternativa.

Piccole imprese e accesso al credito: le difficoltà

Le piccole imprese in Italia rappresentano una componente significativa del tessuto economico, ma spesso faticano ad accedere al credito bancario e agli altri tipi di finanziamenti più tradizionali, come quelli che arrivano da business angel o fondi di venture capital e private equity. Questo vale anche per altre economie dove la dimensione media delle imprese è più robusta.

Le ragioni principali includono:

  • Sottocapitalizzazione: molte piccole imprese presentano una limitata disponibilità di capitali propri, rendendole più vulnerabili e meno affidabili agli occhi degli istituti di credito. Questi percepiscono tali imprese come più rischiose e sono quindi più restii a concedere finanziamenti, soprattutto in periodi di incertezza economica.
  • Mancanza di una solida storia creditizia: le piccole imprese, in particolare le più giovani, non hanno di solito una lunga storia creditizia che possa testimoniare la loro affidabilità come soggetti debitori. 
  • Costi di valutazione del rischio: per le banche, valutare il rischio creditizio di una piccola impresa può risultare oneroso, rendendo meno attraente l’erogazione di prestiti a queste realtà.
  • Garanzie limitate: la mancanza di asset significativi da offrire come garanzia riduce ulteriormente l’accessibilità dei finanziamenti per le piccole imprese.
  • Costi elevati e condizioni onerose: proprio a causa delle caratteristiche appena elencate, gli eventuali prestiti riconosciuti a piccole imprese impongono tassi d’interesse elevati e condizioni di rimborso rigide, complicando la gestione dei flussi di cassa e la sostenibilità del debito.
  • Scalabilità ridotta: molte piccole imprese operano in nicchie di mercato ristrette, con limitate possibilità di espansione rapida su scala nazionale o internazionale. I fondi di investimento tendono a concentrarsi su investimenti altamente scalabili, quindi guardano con scarso interesse alle piccole imprese.
  • Rendimenti attesi inferiori: le aspettative di crescita e, conseguentemente, i potenziali rendimenti offerti dalle piccole imprese possono non essere sufficientemente elevati da giustificare l’investimento da parte di venture capital o altri tipi di fondi.
  • Struttura gestionale: le piccole imprese, spesso a conduzione familiare, possono mostrare resistenza all’ingresso di investitori esterni con potere decisionale, limitando le opportunità di partnership con fondi di venture capital e di supporto di business angel.

Opportunità del crowdfunding per piccole imprese

A fronte delle difficoltà elencate, il crowdfunding si pone come una possibile alternativa per raccogliere capitali in modo efficiente: oltre a reperire fondi, consente di fare contemporaneamente una campagna marketing, un test di mercato, un’operazione di acquisizione di clienti. Una tale efficienza è molto preziosa per chi ha bisogno di ottimizzare le risorse e dare una spinta alla propria crescita.

I principali benefici che le piccole imprese possono trarre dal crowdfunding sono:

  • Accesso a capitali alternativi e flessibili: permette di raccogliere fondi senza passare attraverso i canali finanziari tradizionali, superando le rigidità delle istituzioni finanziarie e ottenendo più margine di manovra sulle condizioni del finanziamento (lending crowdfunding) o della vendita di quote societarie (equity crowdfunding).
  • Validazione del prodotto o servizio: offre l’opportunità di testare la domanda del mercato e raccogliere feedback prima del lancio di un nuovo prodotto o servizio, riducendo il rischio di investimenti non redditizi.
  • Costruzione di una community di sostenitori: i sostenitori della campagna di crowdfunding diventano ambasciatori del marchio, contribuendo a costruire o ampliare una base di clienti fedeli e ad aumentare la notorietà dell’azienda.
  • Maggiore visibilità: una campagna di crowdfunding è anche un’opportunità di marketing per farsi conoscere da un pubblico più ampio e distinguersi dai competitor con un’attività promozionale inusuale.
  • Mantenimento della governance: Gli investitori del crowdfunding non acquisiscono ruoli decisionali nell’azienda.

Quale tipo di crowdfunding scegliere?

La dimensione dell’impresa non è di per sé una caratteristica che porti necessariamente a scegliere una tipologia di crowdfunding piuttosto che un’altra. La scelta dipende piuttosto dal modello di business (B2C vs B2B), dagli obiettivi e dalle esigenze dell’azienda, dalla fase di vita in cui si trova.

L’equity crowdfunding è la raccolta di capitali che prevede la vendita di quote di partecipazione della società a investitori che diventano nuovi soci. Può essere la scelta ideale per piccole imprese giovani, che vogliono costruire un percorso di crescita insieme agli investitori e attraverso la campagna di crowdfunding possono accedere anche a competenze, conoscenze e contatti utili. 

Devono essere aziende pronte a cedere parte della proprietà, pur mantenendo saldo il controllo della società. Questo tipo di crowdfunding, però, funziona bene soprattutto per business con un certo potenziale di crescita e un percorso strutturato davanti a sé; meno, invece, per business più “statici”.

Il lending crowdfunding è una raccolta di capitali in prestito, da investitori che diventano creditori dell’azienda e dovranno ricevere il rimborso del capitale più gli interessi in un determinato orizzonte temporale. È molto utile per piccole imprese che hanno bisogno di liquidità in modo più accessibile e in tempi più brevi rispetto ai prestiti bancari. 

Per esempio, si può ricorrere al lending in caso di spese straordinarie, rifinanziamento di debiti, progetti a scadenza ecc. Poiché richiede di dimostrare un minimo di sostenibilità del debito, questo tipo di crowdfunding non è adatto a imprese neonate, bensì ad aziende mature.

Il reward crowdfunding, infine, è una raccolta di capitali in cambio di una ricompensa (reward), ma senza remunerazione in denaro per gli investitori, né potenziale né predeterminata. È la tipologia ideale per le aziende che realizzano prodotti, perché la ricompensa deve essere qualcosa di materiale legato al prodotto stesso. 

Con il reward crowdfunding, per esempio, le piccole imprese possono testare il mercato della vendita online senza dover creare da zero un e-commerce proprio, oppure validare un prototipo di un nuovo prodotto prima di investire grandi risorse nella produzione e nella commercializzazione ufficiale.

I nostri articoli che mettono a confronto equity crowdfunding e lending crowdfunding oppure equity crowdfunding e reward crowdfunding possono aiutare a capire i punti di forza e le finalità di ciascuna tipologia.

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Limiti e rischi del crowdfunding per le piccole aziende

Nonostante i numerosi vantaggi, il crowdfunding presenta anche alcune limitazioni per le piccole imprese, in parte sovrapponibili a quelle che possono incontrare tutte le imprese, in parte specifiche:

  • Competizione elevata: la crescente popolarità del crowdfunding rende più difficile emergere tra le numerose campagne attive.
  • Tempo e risorse: gestire una campagna di crowdfunding efficace richiede una pianificazione accurata, strategie di marketing dedicate e un costante coinvolgimento con la community, con un impiego di tempo e risorse che non tutte le piccole imprese possono permettersi.
  • Rischio reputazionale: una campagna fallimentare può danneggiare l’immagine dell’azienda, influenzando negativamente la percezione del brand da parte del pubblico.
  • Aspetti legali e normativi: le normative sul crowdfunding non sono solitamente familiari agli imprenditori. Soprattutto nelle piccole imprese a conduzione familiare, spesso mancano le competenze finanziarie necessarie per acquisire in sicurezza i meccanismi della finanza alternativa ed è fondamentale studiare oppure richiedere una consulenza specializzata.
  • Gestione dei rapporti con gli investitori: prima, durante e dopo la campagna, è fondamentale comunicare regolarmente con i sostenitori e fornire aggiornamenti sul progresso del progetto e sull’utilizzo dei capitali raccolti. Una scarsa comunicazione può portare a malintesi e insoddisfazione tra i finanziatori, quindi la piccola impresa deve assicurarsi di avere un responsabile della comunicazione che dedichi sufficiente tempo a questi rapporti.

Tutte le piccole aziende possono fare crowdfunding?

Alla luce dei limiti e dei rischi evidenziati nel paragrafo precedente, la risposta alla domanda di questo titolo è no. 

In teoria, tutti i tipi di azienda possono candidarsi per fare una campagna di crowdfunding. In pratica, le piccole aziende tradizionali, per esempio un ristorante o un negozio di abbigliamento, farebbero fatica a risultare appetibili per un investimento alternativo, perché mancano di elementi innovativi che li rendano davvero distintivi nel loro settore e permettano di attirare l’attenzione di potenziali investitori. Investire in una campagna di crowdfunding di una piccola impresa è un’attività rischiosa, che richiede la prospettiva di una ricompensa adeguata e buone potenzialità di rendimento: due elementi che difficilmente una piccola azienda tradizionale riesce a offrire.

Possono esserci delle eccezioni, per esempio piccole attività tradizionali che vogliono lanciare un progetto innovativo o con un forte impatto sul territorio e la comunità locale.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la predisposizione all’innovazione e all’apertura verso l’esterno. Una piccola impresa a conduzione familiare, scarsamente digitalizzata, poco propensa al cambiamento non ha gli strumenti e le condizioni base necessari per fare una campagna di crowdfunding di successo. Sono indispensabili voglia di mettersi in gioco, dimestichezza con le principali tecnologie di comunicazione online o disponibilità a imparare, apertura verso investitori esterni, propensione al cambiamento delle strutture e dei processi aziendali, tempo da dedicare alla comunicazione.

Per questi motivi le startup innovative sono tra i soggetti privilegiati per campagne di crowdfunding di successo. 

Settori economici ideali per il crowdfunding

Le statistiche delle piattaforme di crowdfunding rivelano quali sono i settori economici che si riscontrano più spesso nelle campagne di successo:

  • Tecnologie innovative in vari settori (in particolare sostenibilità, agricoltura, biomedico, logistica, AI)
  • Energie rinnovabili
  • Fintech
  • Real estate
  • Food&Beverage
  • Giochi e videogiochi.

Questo non vuol dire che tutte le piccole aziende che non operano in questi settori restano escluse: il crowdfunding è uno strumento molto flessibile. Imparare a conoscere come funziona permette di capire se sia possibile sfruttarne i benefici, in che modo e con quali aspettative di risultato.

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Recensione WeAreStarting https://www.turbocrowd.it/recensione-wearestarting/ Fri, 14 Mar 2025 13:51:13 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9670 WeAreStarting è una piattaforma di equity crowdfunding italiana autorizzata: scopri tutte le informazioni.

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WeAreStarting è una piattaforma di crowdfunding fondata da Carlo Allevi nel 2014 come portale di equity crowdfunding. Nel 2017 è diventata una società benefit, affiancando ufficialmente l’impatto positivo sulla società e sul pianeta al profitto economico come obiettivo dell’azienda.

Ha ricevuto l’autorizzazione a operare richiesta dal regolamento europeo ECSP il 20 febbraio 2024 e per ora è attiva solo in Italia. È dotata anche di una bacheca autorizzata per il mercato secondario delle quote.

Tutte le srl e le spa di qualsiasi settore economico possono raccogliere capitali in crowdfunding su WeAreStarting. L’unica tipologia di raccolta disponibile è l’equity crowdfunding e sono previste a carico dell’azienda una fee fissa a partire da 2.000€ e una success fee sul totale dell’importo raccolto. 

Il taglio di investimento minimo parte da 300€ e non ci sono costi a carico degli investitori.

Nel nostro blog trovi un articolo con i consigli per superare la selezione all’ingresso della piattaforma di crowdfunding.

Scopri le recensioni di WeAreStarting su Trustpilot per verificare l’esperienza di prima mano di aziende che hanno fatto una campagna di crowdfunding su questa piattaforma e di investitori che hanno partecipato.

Per scegliere la piattaforma di crowdfunding più adatta a te e al tuo progetto, è importante comprendere il ruolo di una piattaforma di crowdfunding per le aziende e le campagne di raccolta di capitali.

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Crowdfunding per artisti https://www.turbocrowd.it/crowdfunding-per-artisti/ Wed, 12 Mar 2025 15:04:27 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9666 Il crowdfunding per artisti rappresenta un’opportunità per conciliare la libertà creativa con le esigenze economiche e commerciali.

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Nel mondo dell’arte, trovare i finanziamenti necessari per realizzare un progetto può essere una sfida. In particolare per artisti indipendenti o non ancora noti al grande pubblico, le risorse economiche sono fondamentali per dare risonanza al proprio lavoro e trasformarlo in un mezzo di sostentamento. Il sostegno economico delle realtà private è mirato solitamente a pochi artisti e progetti, già noti e di sicuro successo, con poche scommesse. I finanziamenti pubblici sono insufficienti per garantire un ecosistema artistico e culturale vivo e diversificato.

In questo contesto, il crowdfunding per gli artisti si pone come opzione alternativa ai canali tradizionali di produzione e distribuzione artistica. Non solo offre accesso a fondi alternativi, ma consente anche di costruire una comunità di sostenitori appassionati e di testare l’interesse per le proprie idee. 

Il crowdfunding conferisce agli artisti una maggiore libertà creativa, permettendo loro di perseguire progetti innovativi senza doversi allineare a criteri di selezione di enti finanziatori tradizionali. La possibilità di connettere direttamente l’arte con il suo pubblico, eliminando la necessità di intermediari, consente di recuperare i valori fondamentali dell’arte come libero strumento di espressione e comunicazione, che spesso si perdono nella sua declinazione commerciale.

Il crowdfunding per artisti rappresenta, quindi, un’opportunità per conciliare la libertà creativa con le esigenze economiche e commerciali. In questo articolo scopriamo come sfruttare questa opportunità al meglio per realizzare i propri progetti artistici: pittura, scultura, illustrazione, arti performative, cinema e qualsiasi forma di espressione artistica possibile.

Parleremo sempre di “artisti” ma è bene specificare che i promotori di una campagna di crowdfunding possono essere sia singole persone sia organizzazioni culturali e artistiche.

Perché il crowdfunding per artisti

Perché gli artisti dovrebbero valutare il crowdfunding come strumento abilitatore della produzione e della distribuzione artistica?

  1. Accesso diretto ai fondi

Il crowdfunding consente agli artisti di raccogliere denaro direttamente dal pubblico senza dover ricorrere a finanziamenti tradizionali come i prestiti bancari o i fondi di uno sponsor, oppure al supporto economico di un agente o di una casa produttrice. Questo democratizza l’accesso ai finanziamenti per l’arte, permettendo a chiunque di provare a raccogliere fondi per realizzare un progetto e a chiunque altro di contribuirvi.

  1. Mantenimento dei diritti

A differenza dei contratti con etichette discografiche, editori, case produttrici, sponsor, agenti, il crowdfunding permette agli artisti di mantenere il controllo sui diritti delle loro opere. Questo significa sia poter decidere in completa autonomia la natura e la declinazione dell’opera artistica, sia poter tenere l’intero ammontare dei guadagni per sé.

  1. Promozione integrata

Una campagna di crowdfunding funge anche da strumento promozionale, generando visibilità e interesse attorno al progetto artistico prima ancora che venga realizzato. In questo modo si ottimizzano le risorse: investendo in una campagna di crowdfunding l’artista sta investendo contemporaneamente in una raccolta fondi e in un’operazione pubblicitaria. Operazione che può anche superare i confini nazionali, grazie alla pervasività del web.

  1. Feedback dal pubblico

Il coinvolgimento diretto dei sostenitori consente agli artisti di testare l’interesse del mercato e ricevere feedback preziosi per migliorare il progetto e identificare con maggiore precisione il suo pubblico ideale. Questo evita di investire troppo tempo e risorse in progetti che non riescono a suscitare sufficiente interesse.

  1. Creazione di una community

Le campagne di crowdfunding aiutano a costruire una base di fan e sostenitori fedeli, che possono diventare anche ambasciatori del progetto, contribuendo a diffondere la voce e a generare ulteriore interesse. Condividere la realizzazione di un progetto artistico dalle sue fondamenta, dall’idea al processo creativo, crea un forte legame emotivo. Se ben gestita, questa community diventa un seguito permanente prezioso anche per futuri progetti.

Quale tipologia di crowdfunding per progetti artistici?

Tra le diverse tipologie di crowdfunding esistenti, ve ne sono due che si adattano meglio alle esigenze degli artisti.

Reward crowdfunding

Questa tipologia di crowdfunding è particolarmente indicata per gli artisti che desiderano finanziare progetti specifici con obiettivi commerciali, come album musicali, opere teatrali, mostre personali o installazioni artistiche. 

Attraverso piattaforme come Kickstarter, Produzioni dal Basso o Indiegogo, gli artisti possono offrire ai sostenitori ricompense tangibili, come copie fisiche del loro lavoro, biglietti per eventi esclusivi oppure oggetti d’arte personalizzati. Questo crea un incentivo per i potenziali finanziatori a contribuire, facilitando la raccolta di fondi in modo coinvolgente.

Donation crowdfunding

Il crowdfunding basato sulla donazione è un’altra opzione, che può essere congeniale per artisti o organizzazioni artistiche che desiderano finanziare progetti a scopo benefico o che operano in ambiti culturali. Per esempio, iniziative artistiche a beneficio di una comunità svantaggiata o in ambito scolastico, progetti per la riqualificazione di un quartiere degradato con installazioni artistiche ecc. 

Piattaforme come GoFundMe e Produzioni dal Basso permettono di raccogliere fondi da donatori in nome di un impegno condiviso per uno scopo benefico, senza offrire ricompense in cambio. 

Come fare una campagna di crowdfunding artistico

Strutturare una campagna di crowdfunding richiede un’attenta pianificazione, in ambito artistico come per qualsiasi altro progetto. Per approfondire nel dettaglio le specificità delle singole tipologie di crowdfunding che abbiamo menzionato nel paragrafo precedente, con le relative best practices, leggi i nostri articoli sul reward crowdfunding e sul donation crowdfunding.

Sintetizziamo qui gli step da seguire per preparare una campagna di crowdfunding di successo, sottolineando le peculiarità del crowdfunding per artisti e le implicazioni che ne conseguono.

Step 1: Definire chiaramente il progetto e gli obiettivi

È essenziale che l’artista definisca chiaramente il proprio progetto, gli obiettivi di finanziamento e il messaggio che intende comunicare ai sostenitori. Il budget deve essere realistico, coprire una parte sufficiente dei costi di realizzazione del progetto e considerare anche i costi di promozione della campagna di crowdfunding stessa.

Step 2: Creare un piano di comunicazione efficace

La promozione è cruciale per qualsiasi campagna di crowdfunding. Social media, newsletter e contatti personali sono i principali strumenti per raggiungere un pubblico più ampio. Per i progetti artistici ancor più che per tutti gli altri, è ideale la strategia “a cipolla”: partire dai propri contatti più vicini, come amici e familiari, per poi diffondere il messaggio via via a strati più lontani di conoscenze, stimolando il passaparola per arrivare a coinvolgere gli estranei e infine approdando alla comunicazione 1 a molti sul web. 

I progetti artistici, inoltre, si prestano molto anche alla comunicazione offline, per esempio attraverso l’organizzazione di piccole performance artistiche o musicali live. Per eventi a basso costo, è possibile provare a chiedere la disponibilità gratuita di location come bar, biblioteche o altri spazi culturali, offrendo intrattenimento e promozione dell’evento per attirare clienti o visitatori.

Infine, sfruttare la propria rete professionale e la visibilità di altri artisti è un ottimo modo per raggiungere un pubblico target simile al proprio e dare ulteriore risonanza al progetto in ambienti sensibili ai temi artistici.

Step 3: Pianificare le ricompense

È importante creare un piano di ricompense che stimoli l’interesse dei sostenitori e sia sostenibile da realizzare nel concreto. I reward più attraenti ed efficaci sono quelli diversificati in base alla consistenza del contributo economico e alla celerità dell’adesione alla campagna, in modo da premiare i sostenitori della prima ora e quelli più generosi.

Step 4: Stimolare e mantenere un coinvolgimento attivo del pubblico

Raccontare una storia autentica che spieghi la visione dell’artista e l’impatto del progetto crea un legame emotivo con il pubblico che rappresenta una forte leva al contributo economico. L’idea di contribuire concretamente a una manifestazione artistica di cui si condividono i valori – estetici, sociali, comunicativi – stimola la partecipazione alla campagna di crowdfunding dell’artista.

Utilizzare contenuti visivi accattivanti, come video promozionali e immagini di alta qualità che trasmettano un’anteprima della creazione artistica o il suo messaggio essenziale permettono di rendere più concreto nel presente un progetto non ancora realizzato.

Per gli artisti, inoltre, è imprescindibile creare interazioni dirette con i potenziali sostenitori, attraverso sessioni di creazione o performance live online, incontri dal vivo, raccolta di feedback o la condivisione di contenuti esclusivi. 

Infine, durante tutta la campagna bisogna fornire aggiornamenti regolari ai sostenitori per mantenere alto l’interesse e stimolare il passaparola. 

Step 5: Monitorare e adattare la campagna durante il suo svolgimento

Il crowdfunding per artisti può essere meno strutturato su rigidi processi marketing e sales rispetto a quello per le aziende, ma richiede comunque una strategia definita e un monitoraggio dell’andamento e del raggiungimento degli obiettivi.

Essere flessibili e pronti a adattare strategie e comunicazione in base alla risposta del pubblico è fondamentale per mantenere il contatto con i sostenitori o potenziali tali e aumentare sia le probabilità di successo della campagna presente, sia il mantenimento di seguito nel futuro.

Step 6: Ringraziare i sostenitori e mantenere i contatti dopo la campagna

Una volta conclusa la campagna, è importante ringraziare i sostenitori e continuare a comunicare con loro per costruire una relazione a lungo termine. 

Riconoscere pubblicamente l’importanza del contributo della community costruita durante la campagna rafforza il senso di appartenenza e di utilità e alimenta il desiderio di continuare a sostenere attivamente l’artista.

Ma ringraziare non basta: ancora più importante è consegnare puntualmente i reward promessi, nel caso delle campagne di reward crowdfunding. Questo avvalora l’affidabilità dell’artista e dimostra la bontà della decisione di sostenere il suo progetto.

Vuoi approfondire direttamente con i nostri esperti di crowdfunding l’argomento di cui stai leggendo?

Turbo Crowd può rivelarti tutti i trucchi del mestiere del crowdfunding, illustrarti le opportunità di raccolta di capitali a tua disposizione e fornirti supporto pratico per realizzare una campagna di crowdfunding di successo.

Sfide ed errori da evitare 

Gli artisti che si affidano al crowdfunding per finanziare i propri progetti devono affrontare diverse sfide che possono compromettere il successo delle loro campagne. Scopriamo le principali difficoltà per imparare a superarle o evitarle.

1. Saturazione del mercato e competizione

Con l’aumento delle piattaforme di crowdfunding, il proliferare di campagne artistiche e l’affollamento dei social media, emergere diventa sempre più difficile. Gli artisti devono imparare a distinguersi attraverso una narrazione convincente, contenuti visivi di alta qualità e una chiara definizione del proprio pubblico di riferimento.

2. Obiettivi di finanziamento irrealistici

Molti artisti, così come molti imprenditori, commettono l’errore di fissare obiettivi troppo ambiziosi o non realistici. Questo può scoraggiare i potenziali sostenitori, che potrebbero percepire la campagna come poco trasparente o mal pianificata. È essenziale stabilire un budget dettagliato e realistico, accompagnato da una spiegazione chiara di come verranno utilizzati i fondi raccolti.

3. Sottovalutazione del tempo e delle risorse necessari

Fare una campagna di crowdfunding è un’attività impegnativa, che richiede agli artisti di dedicare tanto tempo e risorse materiali ed economiche alla promozione e alla gestione della comunicazione. Se non si hanno a disposizione tempo e risorse, è meglio rimandare il progetto o richiedere il supporto di collaboratori: rendersene conto a campagna avviata comporta un alto rischio di fallimento o cattiva gestione.

Organizzare il proprio tempo in vista della campagna di crowdfunding è cruciale anche per riuscire a portare avanti contemporaneamente le proprie attività quotidiane normali.

3. Difficoltà di realizzazione delle ricompense

Il rischio di immaginare ricompense grandiose e altamente accattivanti, anche in buona fede, senza considerare le modalità di realizzazione concrete, è alto. Occorre sempre fare un budget e una pianificazione dei processi di realizzazione ed erogazione dei reward, prima di pubblicizzarli e offrirli ai potenziali sostenitori.

4. Problemi di fiducia e reputazione

Il successo del crowdfunding dipende dalla fiducia dei sostenitori. Ritardi nella consegna delle ricompense, mancanza di trasparenza nella comunicazione o una scarsa gestione attiva della campagna possono danneggiare la reputazione dell’artista e rendere difficile concludere l’operazione con successo oppure ottenere supporto in futuro. 

Bisogna guadagnarsi la fiducia dei potenziali sostenitori dimostrando la concretezza del progetto artistico e del proprio impegno.

5. Rischi legati alla proprietà intellettuale

Condividere idee creative online espone gli artisti al rischio di furto della proprietà intellettuale o violazioni del copyright. Questo può portare a dispute legali e danneggiare il progetto.

6. Mancanza di pianificazione post-campagna

Molti artisti non considerano le sfide che seguono il successo della raccolta fondi, come la gestione delle ricompense, la comunicazione con i sostenitori e il completamento del progetto nei tempi previsti. Questo può vanificare tutti gli sforzi fatti per completare la campagna di crowdfunding artistico con successo.

Chi sostiene un progetto con i propri soldi pretende considerazione e attenzioni, quindi è importante assicurarsi di interagire il più possibile con i partecipanti alla campagna anche dopo la fine della stessa, oppure delegare il compito a qualche collaboratore.

La questione dei diritti d’autore e altri rischi del crowdfunding per artisti

Il crowdfunding per artisti è un’iniziativa imprenditoriale e, in quanto tale, comporta dei rischi. Il principale e il più temuto è il rischio di furto della proprietà intellettuale, di plagio e di appropriazione o riproduzione indebita delle opere. Se da un lato il crowdfunding consente di evitare di cedere i diritti a intermediari come agenti e case di produzione, dall’altro la condivisione di materiale online e con sconosciuti, infatti, può apparire rischiosa da questo punto di vista. Tuttavia, va ricordato che il diritto d’autore è un diritto che sorge automaticamente all’atto di creazione dell’opera. La questione rilevante è dimostrare la paternità di un’opera e la detenzione esclusiva dei suoi diritti di utilizzo.

Per mantenere il controllo completo sulle proprie opere è sufficiente adottare alcuni semplici accorgimenti:

  • Proteggere la proprietà intellettuale prima del lancio della campagna: registrare ufficialmente le opere consente di proteggere la proprietà intellettuale attraverso strumenti che forniscono una prova legale della paternità dell’opera e ne limitano l’utilizzo:
    • Registrazione del copyright
    • Registrazione di un marchio
    • Acquisizione di un brevetto (se applicabile al tipo di progetto).
  • Utilizzo di accordi di non divulgazione (NDA): Se si coinvolgono collaboratori o partner nella campagna, è utile far firmare un NDA per proteggere le idee e i dettagli del progetto.
  • Condivisione selettiva delle informazioni: Limitare la quantità di dettagli condivisi pubblicamente e fornire solo le informazioni necessarie per attrarre i sostenitori e ottenere la loro fiducia.
  • Utilizzo di token o NFT per sfruttare le funzionalità di trasparenza, tracciamento e tutela della proprietà offerte dalla blockchain.
  • Monitoraggio attivo: Dopo il lancio e la chiusura della campagna, è importante monitorare eventuali usi non autorizzati delle proprie opere e agire prontamente per tutelare i propri diritti.

Per garantire una protezione completa dei diritti dell’artista durante e dopo la campagna, si può considerare inoltre di consultare un avvocato specializzato in proprietà intellettuale. 

Altri potenziali rischi insiti nel crowdfunding per artisti derivano dalla natura del crowdfunding in generale:

  • Fallimento della campagna

Il fallimento di una campagna di crowdfunding per un artista è una delusione personale, ma rappresenta anche un possibile danno reputazionale che richiederà un impegno mirato per essere sanato e uno spreco di risorse.

Se non si prepara un budget dettagliato prima di lanciare una campagna di crowdfunding, il rischio è quello di impiegare così tante risorse economiche nel prepararla da rendere insufficienti i fondi raccolti per la realizzazione del progetto artistico.

  • Incapacità di soddisfare le aspettative

Come abbiamo già anticipato, suscitare elevate aspettative nei sostenitori è un modo pericoloso di ottenere attenzione e promozione, perché se non si riesce a soddisfare quelle aspettative si innesca una reazione negativa fatale per la reputazione e i futuri progetti dell’artista.

  • Gestione fiscale errata

Per evitare problemi, è importante verificare accuratamente la tassazione prevista per ciascuna tipologia di crowdfunding sui fondi raccolti. Il denaro raccolto in reward crowdfunding, per esempio, è considerato imponibile.

Il segreto per evitare questi rischi è uno solo: pianificare accuratamente e con largo anticipo ogni aspetto della campagna.

Come utilizzare il crowdfunding per finanziare progetti artistici a lungo termine

Il crowdfunding può rappresentare non solo uno strumento per raccogliere capitali per un singolo progetto artistico, ma anche un tassello di una più ampia strategia di finanziamento a lungo termine. Ecco come:

  1. Community solida

Il successo del crowdfunding a lungo termine dipende dalla capacità di costruire una base di sostenitori fedeli attraverso interazioni regolari anche al di fuori delle fasi di raccolta fondi e ricompense stimolanti, ricorrenti ed esclusive, accessibili solo per chi fa parte della community.

  1. Pianificazione strategica

Per una strategia di finanziamento efficiente, è utile, ove possibile, pianificare sin dall’inizio un percorso a tappe scandito da campagne di crowdfunding successive per diversi progetti, in modo da realizzare anche una comunicazione coordinata.

  1. Crowdfunding come strumento promozionale

Fare una campagna di crowdfunding con il solo obiettivo di raccogliere un minimo di fondi è poco efficiente. È molto efficiente, invece, utilizzare il crowdfunding anche come strumento di marketing per dare una spinta alla visibilità della propria arte e costruire un brand intorno al proprio nome di artista. Questo faciliterà l’accesso a un network di contatti utili e a sponsorizzazioni, patrocini e altri tipi di sostegno sia economico sia promozionale.

  1. Integrazione con altre fonti di finanziamento

Il crowdfunding per artisti può essere combinato con altre modalità di finanziamento. Per esempio, sponsorizzazioni o fondi pubblici, ma anche la vendita diretta di prodotti legati al lavoro artistico. La community e la visibilità costruite con il crowdfunding possono creare un seguito di fan propensi a diventare anche clienti ricorrenti.

A proposito di ricorrenza: il crowdfunding può essere anche un ottimo trampolino di lancio per costruire un seguito fedele da trasportare su piattaforme come Patreon, che consentono ai sostenitori di versare contributi regolari agli artisti, fornendo un flusso continuo di entrate che può rientrare nel budget di progetti artistici a lungo termine.

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Recensione Kickstarter https://www.turbocrowd.it/recensione-kickstarter/ Sat, 08 Mar 2025 16:56:20 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9661 Kickstarter è una piattaforma di reward crowdfunding statunitense: scopri tutte le informazioni.

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Kickstarter è una piattaforma di crowdfunding fondata nel 2009 da Perry Chen, Charles Adler e Yancey Strickler come portale di reward crowdfunding per progetti creativi negli Stati Uniti. Nel 2015 è diventata una Public Benefit Corporation, ovvero un’azienda che persegue per statuto sia il profitto sia un impatto sociale positivo.

È accessibile da qualsiasi Paese e anche i sostenitori possono versare il loro contributo in denaro da qualsiasi Stato nel mondo.

Sia aziende sia persone fisiche possono raccogliere capitali su Kickstarter per realizzare progetti creativi: film, giochi, musica, arte, libri, moda, design e tecnologia. L’unica tipologia di raccolta disponibile è il reward crowdfunding ed è prevista a carico dell’azienda una success fee del 5% sul totale dell’importo raccolto più le commissioni sulle transazioni. 

Nel nostro blog trovi un articolo con i consigli per superare la selezione all’ingresso delle piattaforma di crowdfunding, ma nel caso di Kickstarter non ci sono consistenti barriere all’ingresso, come in tutte le piattaforme di reward e donation crowdfunding. Si può caricare autonomamente un progetto, purché non rientri nell’elenco dei prodotti proibiti e non preveda attività illegali.

Scopri le recensioni di Kickstarter su Trustpilot per verificare l’esperienza di prima mano di aziende che hanno fatto una campagna di crowdfunding su questa piattaforma e di investitori che hanno partecipato.

Per scegliere la piattaforma di crowdfunding più adatta a te e al tuo progetto, è importante comprendere il ruolo di una piattaforma di crowdfunding per le aziende e le campagne di raccolta di capitali.

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Recensione Indiegogo https://www.turbocrowd.it/recensione-indiegogo/ Sat, 08 Mar 2025 13:11:16 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9656 Indiegogo è una piattaforma di reward crowdfunding statunitense: scopri tutte le informazioni.

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Indiegogo è una piattaforma di crowdfunding fondata nel 2008 da Danae Ringelmann, Eric Schell e Slava Rubin come portale di reward crowdfunding negli Stati Uniti. 

È accessibile da qualsiasi Paese e anche i sostenitori possono versare il loro contributo in denaro da qualsiasi Stato nel mondo.

Sia aziende sia persone fisiche possono raccogliere capitali su Indiegogo, per qualsiasi tipo di prodotto o progetto da finanziare, anche se la piattaforma ha una forte impronta tech. L’unica tipologia di raccolta disponibile è il reward crowdfunding ed è prevista a carico dell’azienda una success fee del 5% sul totale dell’importo raccolto più le commissioni sulle transazioni. 

Nel nostro blog trovi un articolo con i consigli per superare la selezione all’ingresso delle piattaforma di crowdfunding, ma nel caso di Indiegogo non ci sono consistenti barriere all’ingresso, come in tutte le piattaforme di reward e donation crowdfunding. Si può caricare autonomamente un progetto, purché non rientri nell’elenco dei prodotti proibiti e non preveda attività illegali.

Scopri le recensioni di Indiegogo su Trustpilot per verificare l’esperienza di prima mano di aziende che hanno fatto una campagna di crowdfunding su questa piattaforma e di investitori che hanno partecipato.

Per scegliere la piattaforma di crowdfunding più adatta a te e al tuo progetto, è importante comprendere il ruolo di una piattaforma di crowdfunding per le aziende e le campagne di raccolta di capitali.

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Recensione Doorway https://www.turbocrowd.it/recensione-doorway/ Sat, 08 Mar 2025 12:03:51 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9653 Doorway è una piattaforma di fundraising italiana autorizzata che unisce crowdfunding, venture capital e club deal.

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Doorway è una piattaforma di fundraising fondata nel 2016 da Antonella Grassigli, Marco Michelini e Federica Lolli come portale per operazioni di equity crowdfunding che integrano le strutture del venture capital e del club deal

Le campagne di raccolta di capitale di rischio, infatti, prevedono la creazione di una società veicolo (SPV) destinataria degli investimenti che riverserà poi sulla società target, per ottimizzare l’impatto sulla cap table e sulla governance. Le proposte di investimento, inoltre, si rivolgono innanzitutto al network di investitori professionali e business angel della piattaforma, e solo in seconda battuta a investitori privati.

Ha ricevuto l’autorizzazione a operare richiesta dal regolamento europeo ECSP l’8 novembre 2023 ed è attiva in Italia, Belgio e Austria.

Doorway valuta le candidature delle srl e le spa dalla fase Seed alla fase di Round B per la raccolta di capitali sul portale. La prima candidatura ha un costo di 200€+IVA, ma in caso di inidoneità la seconda è gratuita. La raccolta è di tipo equity e avviene tramite un veicolo di investimento (SPV) oppure attraverso il collocamento di Strumenti Finanziari Partecipativi

Sono previste a carico dell’azienda success fee sul totale dell’importo raccolto, in percentuale variabile a seconda che gli investimenti provengano dal network di Doorway (8%) o da quello dell’azienda (da 1,5 a 4%). L’azienda, inoltre, potrebbe dover sostenere dei costi di due diligence, ed è tenuta a partecipare agli eventi promozionali organizzati dalla piattaforma per presentare i progetti agli investitori del network. Il taglio di investimento minimo parte da 5000€ e sono previste commissioni anche per gli investitori.

Nel nostro blog trovi un articolo con i consigli per superare la selezione all’ingresso delle piattaforma di crowdfunding.

Scopri le recensioni di Doorway su Trustpilot per verificare l’esperienza di prima mano di aziende che hanno fatto una campagna di crowdfunding su questa piattaforma e di investitori che hanno partecipato.

Per scegliere la piattaforma di crowdfunding o fundraising più adatta a te e al tuo progetto, è importante comprendere il ruolo di una piattaforma di crowdfunding per le aziende e le campagne di raccolta di capitali. Doorway si distingue rispetto alle classiche piattaforme per un maggiore ruolo di intermediazione attiva tra aziende e investitori.

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Recensione Trusters https://www.turbocrowd.it/recensione-trusters/ Sat, 08 Mar 2025 10:55:09 +0000 https://www.turbocrowd.it/?p=9649 Trusters è una piattaforma di real estate lending crowdfunding italiana autorizzata: scopri tutte le informazioni.

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Trusters è una piattaforma di crowdfunding fondata nel 2017 da Andrea Maffi come portale di real estate lending crowdfunding. Nel 2022 è entrata a far parte del gruppo Crowdfundme, che ne ha acquisito le quote di maggioranza.

Ha ricevuto l’autorizzazione a operare richiesta dal regolamento europeo ECSP il 6 dicembre 2023 e per ora è attiva solo in Italia.

Tutte le srl e le spa del settore immobiliare possono raccogliere capitali in crowdfunding su Trusters. L’unica tipologia di raccolta disponibile è il lending crowdfunding ed è prevista a carico dell’azienda una success fee sul totale dell’importo raccolto. Il taglio di investimento minimo parte da 250€.

Nel nostro blog trovi un articolo con i consigli per superare la selezione all’ingresso della piattaforma di crowdfunding.

Scopri le recensioni di Trusters su Trustpilot per verificare l’esperienza di prima mano di aziende che hanno fatto una campagna di crowdfunding su questa piattaforma e di investitori che hanno partecipato.

Per scegliere la piattaforma di crowdfunding più adatta a te e al tuo progetto, è importante comprendere il ruolo di una piattaforma di crowdfunding per le aziende e le campagne di raccolta di capitali.

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