Le piccole imprese spesso incontrano difficoltà nell’accesso al credito tradizionale a causa di una combinazione di fattori strutturali e di mercato. Questo è uno dei motivi per cui, per esempio, l’economia italiana è fitta di aziende di ridotte dimensioni destinate a rimanere tali, accanto a ragioni di natura culturale. Il crowdfunding per le piccole imprese si presenta allora come un’opzione alternativa e più accessibile per raccogliere capitali e costruire una strategia di finanziamento sostenibile per la crescita.
In questo articolo approfondiamo i benefici del crowdfunding per piccole imprese e scopriamo quali tipi di piccoli business possono sfruttarli al meglio, quali criticità bisogna conoscere e quali strategie adottare per raccogliere capitale con la finanza alternativa.
Piccole imprese e accesso al credito: le difficoltà
Le piccole imprese in Italia rappresentano una componente significativa del tessuto economico, ma spesso faticano ad accedere al credito bancario e agli altri tipi di finanziamenti più tradizionali, come quelli che arrivano da business angel o fondi di venture capital e private equity. Questo vale anche per altre economie dove la dimensione media delle imprese è più robusta.
Le ragioni principali includono:
- Sottocapitalizzazione: molte piccole imprese presentano una limitata disponibilità di capitali propri, rendendole più vulnerabili e meno affidabili agli occhi degli istituti di credito. Questi percepiscono tali imprese come più rischiose e sono quindi più restii a concedere finanziamenti, soprattutto in periodi di incertezza economica.
- Mancanza di una solida storia creditizia: le piccole imprese, in particolare le più giovani, non hanno di solito una lunga storia creditizia che possa testimoniare la loro affidabilità come soggetti debitori.
- Costi di valutazione del rischio: per le banche, valutare il rischio creditizio di una piccola impresa può risultare oneroso, rendendo meno attraente l’erogazione di prestiti a queste realtà.
- Garanzie limitate: la mancanza di asset significativi da offrire come garanzia riduce ulteriormente l’accessibilità dei finanziamenti per le piccole imprese.
- Costi elevati e condizioni onerose: proprio a causa delle caratteristiche appena elencate, gli eventuali prestiti riconosciuti a piccole imprese impongono tassi d’interesse elevati e condizioni di rimborso rigide, complicando la gestione dei flussi di cassa e la sostenibilità del debito.
- Scalabilità ridotta: molte piccole imprese operano in nicchie di mercato ristrette, con limitate possibilità di espansione rapida su scala nazionale o internazionale. I fondi di investimento tendono a concentrarsi su investimenti altamente scalabili, quindi guardano con scarso interesse alle piccole imprese.
- Rendimenti attesi inferiori: le aspettative di crescita e, conseguentemente, i potenziali rendimenti offerti dalle piccole imprese possono non essere sufficientemente elevati da giustificare l’investimento da parte di venture capital o altri tipi di fondi.
- Struttura gestionale: le piccole imprese, spesso a conduzione familiare, possono mostrare resistenza all’ingresso di investitori esterni con potere decisionale, limitando le opportunità di partnership con fondi di venture capital e di supporto di business angel.
Opportunità del crowdfunding per piccole imprese
A fronte delle difficoltà elencate, il crowdfunding si pone come una possibile alternativa per raccogliere capitali in modo efficiente: oltre a reperire fondi, consente di fare contemporaneamente una campagna marketing, un test di mercato, un’operazione di acquisizione di clienti. Una tale efficienza è molto preziosa per chi ha bisogno di ottimizzare le risorse e dare una spinta alla propria crescita.
I principali benefici che le piccole imprese possono trarre dal crowdfunding sono:
- Accesso a capitali alternativi e flessibili: permette di raccogliere fondi senza passare attraverso i canali finanziari tradizionali, superando le rigidità delle istituzioni finanziarie e ottenendo più margine di manovra sulle condizioni del finanziamento (lending crowdfunding) o della vendita di quote societarie (equity crowdfunding).
- Validazione del prodotto o servizio: offre l’opportunità di testare la domanda del mercato e raccogliere feedback prima del lancio di un nuovo prodotto o servizio, riducendo il rischio di investimenti non redditizi.
- Costruzione di una community di sostenitori: i sostenitori della campagna di crowdfunding diventano ambasciatori del marchio, contribuendo a costruire o ampliare una base di clienti fedeli e ad aumentare la notorietà dell’azienda.
- Maggiore visibilità: una campagna di crowdfunding è anche un’opportunità di marketing per farsi conoscere da un pubblico più ampio e distinguersi dai competitor con un’attività promozionale inusuale.
- Mantenimento della governance: Gli investitori del crowdfunding non acquisiscono ruoli decisionali nell’azienda.
Quale tipo di crowdfunding scegliere?
La dimensione dell’impresa non è di per sé una caratteristica che porti necessariamente a scegliere una tipologia di crowdfunding piuttosto che un’altra. La scelta dipende piuttosto dal modello di business (B2C vs B2B), dagli obiettivi e dalle esigenze dell’azienda, dalla fase di vita in cui si trova.
L’equity crowdfunding è la raccolta di capitali che prevede la vendita di quote di partecipazione della società a investitori che diventano nuovi soci. Può essere la scelta ideale per piccole imprese giovani, che vogliono costruire un percorso di crescita insieme agli investitori e attraverso la campagna di crowdfunding possono accedere anche a competenze, conoscenze e contatti utili.
Devono essere aziende pronte a cedere parte della proprietà, pur mantenendo saldo il controllo della società. Questo tipo di crowdfunding, però, funziona bene soprattutto per business con un certo potenziale di crescita e un percorso strutturato davanti a sé; meno, invece, per business più “statici”.
Il lending crowdfunding è una raccolta di capitali in prestito, da investitori che diventano creditori dell’azienda e dovranno ricevere il rimborso del capitale più gli interessi in un determinato orizzonte temporale. È molto utile per piccole imprese che hanno bisogno di liquidità in modo più accessibile e in tempi più brevi rispetto ai prestiti bancari.
Per esempio, si può ricorrere al lending in caso di spese straordinarie, rifinanziamento di debiti, progetti a scadenza ecc. Poiché richiede di dimostrare un minimo di sostenibilità del debito, questo tipo di crowdfunding non è adatto a imprese neonate, bensì ad aziende mature.
Il reward crowdfunding, infine, è una raccolta di capitali in cambio di una ricompensa (reward), ma senza remunerazione in denaro per gli investitori, né potenziale né predeterminata. È la tipologia ideale per le aziende che realizzano prodotti, perché la ricompensa deve essere qualcosa di materiale legato al prodotto stesso.
Con il reward crowdfunding, per esempio, le piccole imprese possono testare il mercato della vendita online senza dover creare da zero un e-commerce proprio, oppure validare un prototipo di un nuovo prodotto prima di investire grandi risorse nella produzione e nella commercializzazione ufficiale.
I nostri articoli che mettono a confronto equity crowdfunding e lending crowdfunding oppure equity crowdfunding e reward crowdfunding possono aiutare a capire i punti di forza e le finalità di ciascuna tipologia.
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Limiti e rischi del crowdfunding per le piccole aziende
Nonostante i numerosi vantaggi, il crowdfunding presenta anche alcune limitazioni per le piccole imprese, in parte sovrapponibili a quelle che possono incontrare tutte le imprese, in parte specifiche:
- Competizione elevata: la crescente popolarità del crowdfunding rende più difficile emergere tra le numerose campagne attive.
- Tempo e risorse: gestire una campagna di crowdfunding efficace richiede una pianificazione accurata, strategie di marketing dedicate e un costante coinvolgimento con la community, con un impiego di tempo e risorse che non tutte le piccole imprese possono permettersi.
- Rischio reputazionale: una campagna fallimentare può danneggiare l’immagine dell’azienda, influenzando negativamente la percezione del brand da parte del pubblico.
- Aspetti legali e normativi: le normative sul crowdfunding non sono solitamente familiari agli imprenditori. Soprattutto nelle piccole imprese a conduzione familiare, spesso mancano le competenze finanziarie necessarie per acquisire in sicurezza i meccanismi della finanza alternativa ed è fondamentale studiare oppure richiedere una consulenza specializzata.
- Gestione dei rapporti con gli investitori: prima, durante e dopo la campagna, è fondamentale comunicare regolarmente con i sostenitori e fornire aggiornamenti sul progresso del progetto e sull’utilizzo dei capitali raccolti. Una scarsa comunicazione può portare a malintesi e insoddisfazione tra i finanziatori, quindi la piccola impresa deve assicurarsi di avere un responsabile della comunicazione che dedichi sufficiente tempo a questi rapporti.
Tutte le piccole aziende possono fare crowdfunding?
Alla luce dei limiti e dei rischi evidenziati nel paragrafo precedente, la risposta alla domanda di questo titolo è no.
In teoria, tutti i tipi di azienda possono candidarsi per fare una campagna di crowdfunding. In pratica, le piccole aziende tradizionali, per esempio un ristorante o un negozio di abbigliamento, farebbero fatica a risultare appetibili per un investimento alternativo, perché mancano di elementi innovativi che li rendano davvero distintivi nel loro settore e permettano di attirare l’attenzione di potenziali investitori. Investire in una campagna di crowdfunding di una piccola impresa è un’attività rischiosa, che richiede la prospettiva di una ricompensa adeguata e buone potenzialità di rendimento: due elementi che difficilmente una piccola azienda tradizionale riesce a offrire.
Possono esserci delle eccezioni, per esempio piccole attività tradizionali che vogliono lanciare un progetto innovativo o con un forte impatto sul territorio e la comunità locale.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è la predisposizione all’innovazione e all’apertura verso l’esterno. Una piccola impresa a conduzione familiare, scarsamente digitalizzata, poco propensa al cambiamento non ha gli strumenti e le condizioni base necessari per fare una campagna di crowdfunding di successo. Sono indispensabili voglia di mettersi in gioco, dimestichezza con le principali tecnologie di comunicazione online o disponibilità a imparare, apertura verso investitori esterni, propensione al cambiamento delle strutture e dei processi aziendali, tempo da dedicare alla comunicazione.
Per questi motivi le startup innovative sono tra i soggetti privilegiati per campagne di crowdfunding di successo.
Settori economici ideali per il crowdfunding
Le statistiche delle piattaforme di crowdfunding rivelano quali sono i settori economici che si riscontrano più spesso nelle campagne di successo:
- Tecnologie innovative in vari settori (in particolare sostenibilità, agricoltura, biomedico, logistica, AI)
- Energie rinnovabili
- Fintech
- Real estate
- Food&Beverage
- Giochi e videogiochi.
Questo non vuol dire che tutte le piccole aziende che non operano in questi settori restano escluse: il crowdfunding è uno strumento molto flessibile. Imparare a conoscere come funziona permette di capire se sia possibile sfruttarne i benefici, in che modo e con quali aspettative di risultato.
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